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CENNI
STORICI
Le origini della città di San Giovanni Rotondo
affondano le radici in epoche antichissime. Fin dall'età
neolitica ( VI - V millennio a.C. ) insediamenti tribali
di capannicoli sorgevano un po' ovunque sul suo territorio:
sulle "Coppe" circostanti, nelle vallate e
nelle pianure in gran parte acquitrinose. Con il trascorrere
del tempo questi insediamenti assumevano l'aspetto di
vere e proprie fortificazioni, con tecniche afferenti
la tipologia urbanistica dei Castelli garganici. Nel
II millennio a.C., il territorio veniva frequentato
da gruppi tribali provenienti dalla penisola balcanica:
dall'Illiria, dalla Tracia, dalla Frigia e dalla Troade
in particolare.
La tribù dei Paiones ( Pavoni ), proveniente
proprio dalla Troade, si stanziava stabilmente sulla
cima del monte Castellano ( Crocicchia ), ove fondava
la città di GARGAROS ( città di pietra
), dando allo stesso monte l'etimo di GARGARO, che in
seguito sarebbe divenuto GARGANUS - GARGANO, estendendo,
così, il suo toponimo a tutto il promontorio.
Ai piedi del monte Castellano, a poche centinaia di
metri dalla cima , i Gargari fondavano un altro sito,
direttamente " gemmato " con quello posto
sul monte e che essi appellavano anche GARGARA. In età
del ferro ( X secolo a.C. ), il sito posto a valle richiamò
e concentrò in sé quasi tutti gli abitanti
sparsi negli insediamenti circostanti.
In età romana, l'insediamento a valle assumeva
il toponimo di BISANUM, villaggio del dio dalle due
facce ( GIANO ), mentre quello posto sulla cima del
monte recava l'etimo di CASTELLANUM BISANI, Castello
di Bisano (di Giano). Il dio Giano, venerato nel piccolo
pantheon rotondo, edificato a valle, ad EST dell'abitato,
celebrava il trionfo del sole e della luce e comprendeva
in sé l'insediamento stesso.
In età medievale, il sito di BISANUM veniva assegnato
al Monastero di San Giovanni in Lamis dei padri benedettini
( oggi Convento di San Matteo ) ed il diploma del conte
normanno Enrico, dato a Monte Sant'Angelo il 14 novembre
1095, sanciva storicamente la fondazione della città
con il nuovo toponimo di " SAN GIOVANNI ROTONDO
". Ancora una volta il vetusto e piccolo tempio
rotondo, ormai cristianizzato e dedicato al Battista
Giovanni, celebrava definitivamente il suo trionfo e
consegnava alla Storia la nuova città.
San Giovanni Rotondo fu città regia con gli
Svevi e Federico II vi lasciava la sua impronta, edificando
la chiesa di sant'Onofrio ed appellandosi " Imperatore
e Signore di San Giovanni Rotondo, A. D. 1231 ".
La città, nello scorrere dei secoli, subiva le
dominazioni angioine, aragonesi, spagnole, borboniche,
ma seppe sempre conservare la sua dignità e mai
subì l'oltraggio della schiavitù infamante
per ottenere la sua libertà.
In età risorgimentale ( 1860 - In età
risorgimentale ( 1860 - 1861 ) piantò con orgoglio
nelle sue piazze l'albero della libertà, offrendo
in sacrificio la vita dei suoi figli minori. Sacrificio
che si rinnovò nel 1920, quando il popolo sangiovannese
gridò in piazza dei Martiri tutta la sua ansia
di giustizia, di uguaglianza e di libertà. Le
due guerre mondiali videro molti figli della Terra di
San Giovanni Rotondo morire nelle trincee, sui campi
di battaglia assolati o innevati, ma stranieri e così
lontani dal patrio focolare: 176 furono i caduti del
primo conflitto ed 86 nel secondo.
La Montagna della Croce, ove un dì sorgeva la
città dei Gargari, che improntava di sé
la vita di tutto un promontorio, oggi indica al mondo
intero, nell'umile, sofferente e splendida figura di
un frate francescano, Padre Pio, nuovi itinerari e cammini
di luce, di Speranza, di Carità, di Rinnovamento.
Nell'Anno Domini 1997 Padre Pio veniva dichiarato Venerabile
e il 2 maggio 1999 veniva proclamato Beato. Il 16 giugno
2002, in Piazza San Pietro, il Papa dichiara Santo il
Beato Pio da Pietrelcina. La festa liturgica di San
Pio da Pietrelcina ricorre il 23 settembre di ogni anno. |