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Fin
dall'età neolitica (VI - V millennio a. C.) sorgevano
un po' ovunque sul territorio insediamenti di capannicoli.
Col tempo questi insediamenti assunsero l'aspetto di
vere e proprie fortificazioni. Nel II millennio a. C.,
il territorio era frequentato da gruppi tribali provenienti
da varie zone: dall'Illiria, dalla Tracia, dalla Frigia
e dalla Troade. Fu la tribù dei Paiones (Pavoni),
a stanziarsi stabilmente sul monte Castellano (Crocicchia),
dove fondarono la città di Gargaros (città
di pietra), dando allo stesso monte il nome di Gargaro,
che in seguito diverrà Garganus - Gargano. Ai
piedi del monte Castellano, i Gargari fondarono un altro
abitato che chiamarono Gargara. Nel secolo X a. C. (età
del ferro) il nuovo abitato raccolse quasi tutti gli
abitanti degli insediamenti circostanti mentre quel
posto sulla cima assunse il nome di Castellanum Bisani,
Castello di Bisano (di Giano). Il dio Giano era venerato
in un piccolo tempio rotondo che sorgeva ad est dell'abitato
. In seguito, con la conversione al Cristianesimo, il
tempio venne abbattuto, e su di esso fu eretta una chiesa
dedicata a San Giovanni Battista. Gli scavi effettuati
sul territorio, hanno riportato alla luce tombe del
IV secolo a. C.. In epoca medievale il sito di Bisanum
fu assegnato al Monastero dei padri benedettini di San
Giovanni in Lamis (odierno Convento di San Matteo) ed
il diploma del conte normanno Enrico, dato a Monte Sant'Angelo,
sanciva storicamente che il 14 novembre 1095 avveniva
la fondazione della città con il nome di SAN
GIOVANNI ROTONDO Con gli Svevi, San Giovanni Rotondo
fu città regia e Federico II nel 1231 si appellò
il titolo di: "Imperatore e Signore di San Giovanni
Rotondo ".
IL DOMINIO
ANGIOINO E ARAGONESE
Durante le guerre tra Spagnoli e Francesi, San Giovanni
Rotondo subì devastanti saccheggi. Il primo intorno
al 1440 ad opera degli Aragonesi (San Giovanni Rotondo
era fedele agli Angiò regnanti); il secondo intorno
al 1461-62 ad opera questa volta degli Angioini (San
Giovanni Rotondo difendeva i diritti di Ferdinando d'Aragona).
Liberato da Giorgio Castriota Scandeberg, principe d'Albania,
nel 1464, San Giovanni Rotondo ritornò agli Spagnoli.
Sotto la signoria dei Consalvo, esso fu saccheggiato
altre due volte dai Francesi, nel 1504 e nel 1528 (generale
Odet de la Foix, conte di Lautrec), e perse nell'incendio
del Palazzo dell'Università tutto l'archivio.
Firmata la pace tra i due contendenti, nel 1536 Carlo
V inviò ai sangiovannesi un diploma nel quale
riconosceva San Giovanni Rotondo "fidelissima Universitas",
riconfermava tutti i privilegi, gli usi civici e i diritti
di promiscuità sui territori confinanti, che
il paese aveva prima della guerra, e concedeva venti
anni di franchigia dalle tasse alla fine di riparare
le case e le mura della città.
La
città riuscì sempre a conservare , nonostante
le varie dominazioni (angioine, aragonesi, borboniche),
la sua dignità e non subì mai l'oltraggio
della schiavitù per ottenere la sua libertà.
Cenni Geografici San Giovanni Rotondo è un ridente
ed accogliente paese, posto a 557 metri sul livello
del mare, collocato tra Monte Calvo, Monte Castellana
e Monte Nero; dista circa 40 km da Foggia e, a sud-est
si affaccia sul golfo di Manfredonia. Ha una popolazione
in crescita, di circa 30.000 abitanti. Il clima, per
la sua posizione geografica, è freddo di inverno
e caldo d'estate; in inverno la zona è spazzata
da un vento freddo di bora (la voria). Nel complesso
grazie al clima buono è un'ottima stazione climatica.
E' fiorente il turismo religioso, legato alla figura
di Padre Pio, con il fiorire di molte attività
ricettive (alberghi, pensioni, ristoranti) e piccole
attività per la produzione di articoli religiosi.
Oltre al turismo l'economia del paese è basata
sull'agricoltura: olio, mandorle, prodotti caseari cereali
e ortaggi; esistono inoltre piccole attività
per la lavorazione della pietra e del marmo. L'attività
per eccellenza è legata al complesso ospedaliero
"Casa Sollievo della Sofferenza", uno dei
poli sanitari più importanti d'Italia per reparti
e attrezzatura. Oltre per l'Ospedale, la zona del paese
denominata "Cappuccini" è il fulcro
della economia del paese, grazie all'alto numero di
religiosi che richiama da tutto il mondo.
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